RSS e weblog

Tempo Economico 2005

Il nuovo modo di informarsi nell’era di Internet

Ci sono due nuovi fenomeni che si stanno imponendo nel settore dell’editoria e del giornalismo, e grazie ad essi il concetto di informazione su Internet potrebbe essere decisamente ad una svolta: i servizi RSS e i weblog.

I servizi RSS sono una modalità per la quale è possibile, attraverso il proprio browser, o semplici software installati sul PC, e l’attivazione di un link al proprio quotidiano online, ottenere le notizie in modalità continua, senza quindi collegarsi continuamente al sito del giornale. Qualcuno ricorderà che nel 1997 era nato un servizio dal nome Pointcast, che aveva gettato nello scompiglio il concetto di Internet, perché inviava – tecnologia push –   informazioni al PC dell’utente, anziché obbligarlo ad andarsele a cercare. Sono passati diversi anni, l’informazione disponibile su Internet è aumentata a dismisura, il nostro modo di navigare è maturato, e gli RSS – push anch’essi – sono il giusto compromesso per restare sempre aggiornati attraverso un invio di notizie dalle più svariate fonti che forniscono questo servizio. Cosa cambia? L’utente seleziona le sue fonti preferite, e viene allertato sulle notizie principali, a cui accede, solo se rilevanti per lui, cliccando e collegandosi al sito del giornale online. Quindi, ogni utente si collegherà meno frequentemente al sito del giornale per verificare le notizie che invece arrivano dirette al suo PC, riducendo il numero di contatti e il valore pubblicitario espresso attarverso il numero delle volte con le quali viene esposto un banner – le impression.   Un’altra spallata alla pubblicità online, non a caso si stanno prendendo le contro-misure e analizzando come possano essere utilizzati gli RSS anche per l’invio di messaggi pubblicitari. Anche l’editore deve cambiare, perché gli RSS aggiungono una funzione, quella di agenzia d’informazione, perché ogni notizia deve essere selezionata e sintetizzata per informare l’utente. Un strano paradosso: il giornalista prende la notizia da un’agenzia (la materia prima), ne sviluppa un pezzo (il prodotto) e, per metterlo a disposizione, ricrea un lancio d’agenzia da inviare ad un utente (il profumo del prodotto).

Ma un altro imponente fenomeno sta mettendo a dura prova l’informazione tradizionale su Internet: i weblog. Ogni utente che oggi abbia qualcosa da dire può diventare giornalista, con particolari software può allestire il proprio blog, e professare le sue visioni sul mondo. Nel febbraio 2005 Technorati ha tracciato più di 7,8 milioni di weblog, e 937 milioni di link, circa il doppio del numero di weblog tracciati nell’ottobre del 2004. Negli ultimi 20 mesi il numerto di weblog è cresciuto di venti volte. Lo sviluppo ha un andamento esponenziale, ma soprattutto esistono weblog che raccolgono molti più contatti dei principali quotidiani online, sono diventati delle syndacation di giornalisti, che collaborano per vari ambiti tematici. Nel frattempo, alcuni weblog tematici con migliaia di utenti affezionati, sono stati acquisiti da aziende attive nel settore dell’informatica, interessate a disporre di una comunità e un house-organ pronti all’uso. Il grande dibattito è se dal fenomeno dei weblog sarà possibile fare soldi, e quali saranno le forme di ricavi che consentiranno ai weblogs di svilupparsi e progredire. Nell’arco di alcuni anni avverrà una selezione dei weblog più significativi e rilevanti, molti altri piccoli si aggregheranno per crearne di più grandi, ma è certo che molta audience oggi in mano ai grandi quotidiani online confluirà verso queste nuove fonti di informazione. I weblog avranno acquisito credibilità e pubblicità, perché meglio di molti esperimenti di questi anni di editoria su Internet, interpretano le potenzialità della Rete e l’innovazione apportata al nostro modo di fruire informazione.

Andrea Giovenali