I servizi di trading online

Azienda banca 2005

Esperienza d’uso, soddisfazione e attese dei clienti

Indagare le modalità secondo le quali viene svolta l’attività di trading on line, delineare il profilo del risparmiatore che opera sui mercati attraverso il canale on line, capirne le motivazioni e verificare come i servizi di trading on line riescono a soddisfare, in termini di prodotti e servizi offerti, le esigenze dei risparmiatori. Questi gli obiettivi dell’indagine Nextplora ” Il trading on line e il mercato retail: esperienza d’uso, soddisfazione e attese espresse per i servizi di trading on line “, condotta dal 20 aprile al 20 maggio 2005 su un campione di 5.242 utenti, 71% uomini e 29% donne, rappresentativi della popolazione italiana per area di residenza, età e professione.

Il mercato dei servizi di trading on-line, per quanto ridimensionatosi in termini di volume di disposizioni a seguito del raffreddamento dei mercati relativo agli ultimi anni, è oggi un mercato maturo, consapevole e caratterizzato da un ricorso teso ai servizi di trading online.

Il 70% circa di coloro che si sono allontanati dai mercati finanziari negli ultimi anni è concorde nell’affermare che se le situazione economica migliorasse nei prossimi 12 mesi, riprenderebbe ad operare; di questi un 13% ritiene la cosa “molto probabile”. Circa il 63% del campione ritiene moderatamente interessante l’idea di rivolgersi ad un operatore specializzato in trading on-line.

Dalla ricerca emerge che più della metà del campione (55%) ha avuto esperienze di investimento sui mercati, per periodi più o meno estesi, e di questi il 40% è un “Past Trader”, ovvero era solito impiegare piattaforme di trading on-line per operare sui mercati.

Il 63% di coloro che investono sui mercati finanziari dichiara di decidere in prima persona dei propri investimenti e di operare direttamente tramite sistemi telematici diretti. Di questi   il 76% dichiara di impiegare il servizio offerto dalla propria banca, alcuni (7%) si avvalgono della SIM collegata e solo un 17% fa riferimento ad un operatore specializzato nel trading on-line. L’operatore con cui si effettua trading on-line viene scelto in base all’allineamento tra offerta di prodotti e servizi e le esigenze di investimento del cliente, con una attenzione primaria alle condizioni applicate e alla convenienza delle commissioni, pur privilegiando il rapporto consolidato con la propria banca di riferimento (76% degli intervistati).

Per quanto riguarda le operazioni effettuate mediante piattaforme di trading, si registra in primo luogo il ricorso alla visualizzazione delle quotazioni aggiornate in tempo reale (81%), segue la compra-vendita di azioni di società quotate presso la Borsa Italiana (76%). Più limitata la compra-vendita di altri prodotti quali titoli obbligazionari in Euro, fondi comuni d’investimento azionario italiano e prodotti derivati. I mercati esteri rappresentano oggi un ambito di operatività on line ancora limitato.

Le ragioni che spingono gli investitori ad adottare una piattaforma di trading on-line sono varie. Il servizio di operatività diretta viene privilegiato per il livello di comodità che offre a chi intende operare in piena autonomia (79%), con accesso ai mercati 24 ore su 24 (65%) e soprattutto per la garanzia di un time to market e una velocità nel decidere ed operare (76%) superiore a quella garantita da qualsiasi intermediario.

Il 19% degli intervistati, pur essendo utente internet, mostra invece delle ritrosie ad avvalersi di sistemi telematici per l’operatività di trading. Ciò è dovuto sostanzialmente ad un atteggiamento di delega (in genere verso il proprio promotore di fiducia) e di una scarsa confidenza con lo strumento.

Tra coloro che non impiegano oggi sistemi di trading online, il 48% circa dichiara però di essere interessato ad avvalersene nei prossimi 12 mesi.

Buona parte del campione di riferimento, 46%, ha sottoscritto uno o più conti correnti. Di questi, il 70% ha 2 conti (pari al 32% del totale campione ), e il 30% tre o più conti correnti. I clienti meno multibancarizzati sono quelli che hanno depositato il loro conto corrente principale presso banche maggiori, ad esempio Banca Intesa e Sanpaolo IMI. I clienti di IW Bank, Fideuram e Fineco Bank hanno più conti correnti, in misura sensibilmente superiore alla media di mercato. Una tendenza questa che potrebbe dimostrare come le attivazioni di questi conti correnti, soprattutto quelle meno recenti, siano state in parte trainate dall’esigenza di accedere a servizi on-line, che le banche tradizionali hanno iniziato a erogare con qualche ritardo rispetto ai nuovi entranti.

Il campione ricorre con elevata frequenza ai servizi di Internet Banking, con un 36% complessivo che vi accede più volte a settimana. Da notare come le banche con forte connotazione dell’offerta sui servizi finanziari come Fineco Bank, IW Bank e Banca Sella vantano una frequenza di accesso settimanale al servizio di Internet Banking che, in media, supera i due terzi della base degli intervistati.

L’investimento sui mercato finanziari (azioni, obbligazioni e prodotti derivati), interessa quasi la metà del campione (49%); principalmente gli uomini (58%), e solo marginalmente le donne (28%), più propense al risparmio previdenziale (prodotti assicurativi vita, 18% rispetto al 13% del totale campione). L’investimento sui mercati finanziari varia inoltre in funzione dell’età: il 73% degli over 64 e il 70% degli individui compresi tra 55-64 anni investe in azioni, obbligazioni e derivati. I segmenti produttivi più attivi nell’investimento sui mercati sono i dirigenti (73%), i liberi professionisti (60%), gli imprenditori (65%) e i pensionati (67%).

In conclusione, se un tempo i sistemi telematici di operatività diretta sui mercati erano per lo più rivolti a pochi operatori specializzati, quasi professionisti del trading, oggi i servizi si rivolgono ad un segmento più allargato, dove la componente del risparmio famigliare ha assunto un’importanza rilevante. Ciò si traduce in un orientamento diverso del mercato rispetto all’offerta finanziaria e le dimensioni in base alle quali viene scelto l’intermediario on-line si polarizzano di conseguenza: ricerca di specializzazione da un lato; conferma della banca presso la quale viene depositato il proprio patrimonio dall’altro.

Andrea Giovenali