Cambio di stagione, ascolti della Tv in calo?

Strategia, gennaio 1997

Gli ascolti della Tv che calano,  la stampa che perde lettori inesorabilmente: queste possono essere le prime avvisaglie di un cambiamento nelle abitudini di fruizione dei mass media da parte del pubblico italiano.

Negli ultimi mesi a questi fenomeni si sono date numerose spiegazioni congiunturali e logiche, ma a mio parere esistono nuovi segnali che rivelano l’avvio di una modifica lenta e graduale, ma strutturale, del modo d’informarsi e divertirsi della gente: ad esempio, nell’arco degli ultimi mesi sono stati aperti numerosi nuovi Blockbuster in tutte le città italiane, Internet è cresciuto in modo esponenziale nell’arco dell’ultimo anno e mezzo, la Tv digitale italiana conta già 140.000 abbonati, e si sta registrando un importante ritorno degli italiani nelle sale cinematografiche.

Esiste una diffusa opinione, più provata finora dalle sensazioni che da fatti oggettivi, che gli italiani si stiano avvicinando a nuove alternative al modo tradizionale d’informarsi, divertirsi e comunicare, e che il tempo originariamente dedicato ai mass media, sia oggi parzialmente sostituito o integrato con altre attività.

I nuovi media, attributo che può esprimere un’evoluzione tecnologica dei mezzi fino ad oggi conosciuti o l’introduzione di nuovi apparati e sistemi, sono stati per molto tempo una realtà sconosciuta, ma un’indagine condotta da Eurisko permette finalmente di fare il punto della situazione nel nostro paese e comprenderne le tendenze evolutive.

La ricerca, che è stata condotta su un campione di 1000 individui fino ai 64 anni d’età, traccia un quadro confortante del livello di predisposizione culturale e conoscenza a riguardo dei nuovi media, nonostante il nostro paese presenti ancora notevoli ritardi nello sviluppo delle infrastrutture e nell’introduzione delle tecnologie.

Il PC detiene il primato di presenza nelle case degli intervistati (37,5%), seguito dal telefono cellulare con il 26,4% di penetrazione.

Internet, a pari merito con lo stesso PC e telefono cellulare, ha maggiore notorietà spontanea nell’ambito delle nuove tecnologie di comunicazione, mentre i servizi di nuova televisione, come la pay Tv o quella via cavo, sono notevolmente meno impressi nella mente degli intervistati.

La popolarità di Internet è confermata da un 95,1% del campione che dichiara di averne già sentito parlare, probabile conseguenza della gigantesca attività di comunicazione involontaria della quale la Rete ha beneficiato nell’arco degli ultimi quattro anni su tutti gli altri mezzi d’informazione.

Nonostante ciò, il campione dichiara di sapere di più che cosa sia il telefono cellulare (99,1%) e il PC rispetto allo stesso Internet (78,6%)   e molto di più della pay Tv digitale (44,5%), dato che mette in luce come il livello di conoscenza specifica degli apparati sia   conseguenza della loro diffusione, e non dipenda solo da campagne di comunicazione. Ciò può aiutare a comprendere come l’abbassamento delle soglie di accesso, ad esempio economiche, a questi nuovi apparati sia anche il modo più efficace e veloce di costruire la loro stessa notorietà all’interno della società.

Il gruppo di intervistati ritiene che Internet sarà anche il nuovo mezzo che si diffonderà più rapidamente (78%), e dichiara più riserve in merito allo sviluppo della pay Tv digitale (17,1%) e alla televisione interattiva. In realtà emerge più volte dalla indagine una marginalità d’interesse o conoscenza rispetto alla nuova televisione, che sia essa digitale, satellitare o interattiva. I motivi di questa distanza sono da attribuire forse ad un ritardo nell’introduzione di questi servizi nel nostro paese, ad una serie di cambi di rotta nelle strategie di Tele+, che non hanno contribuito a costruire un’idea chiara a suo riguardo, e anche alla vasta offerta di Tv generalista, che non giustifica un ulteriore abbonamento e il costo dell’apparecchiatura digitale.

Infatti, l’80% del campione si dichiara “non propenso” ad abbonarsi a Tele+, quasi il 50% esclude certamente o probabilmente di acquistare un’antenna parabolica e solo il 27% prenderebbe in considerazione l’abbonamento alla pay Tv tematica. Agli operatori della nuova Tv aspetta una sfida onerosa e difficile, anche se un buon 22% di persone attribuisce importanza alla libertà di poter scegliere quello che più interessa, e il 27,1% ritiene interessante l’ampia offerta di programmi.

La ricerca di Eurisko conferma anche la realtà ancora molto professionale di Internet, con il 44,6% delle persone che si collegano alla Rete che sono solite farlo dal posto di lavoro.   Di coloro che si collegano da casa, il 51% lo fa almeno una volta la settimana e il 16% tutti i giorni.

Gli intervistati sono fortemente consapevoli che, grazie all’avvento delle nuove tecnologie, si formerà un nuovo linguaggio del comunicare (40,2%) e l’81% ritiene positivo per sé stesso questo sviluppo.

Lo scenario fotografato da Eurisko mostra i nuovi media italiani come fenomeni di nicchia, ma di forte potenzialità e qualità, rafforzati dal senso comune che questa rivoluzione tecnologica porterà nuovi importanti vantaggi agli individui, quindi già predisposti ad accettarne l’introduzione e l’impiego per le proprie esigenze.

Per quanto ancora si potrà attribuire una turbolenza negli ascolti televisivi ad una primavera ed un autunno più caldi del solito?

Andrea Giovenali